Storia dell'associazione Compagnia d'Arme Malleus
La compagnia d’armi Màlleus ha natali “antichi”; nasce infatti come scuola d’armi nei primi mesi del 1993 come propaggine del gruppo storico di Palmanova, uno dei più vecchi e con maggior esperienza, in Friuli Venezia Giulia.
All’inizio, prende il via, come semplice scuola di scherma storica, per iniziativa di Roberto Battilana, che (dopo quindici anni di attività nel mondo della scherma sportiva) si accosta alla nascente “Accademia di Scrima” nata a Bologna per iniziativa del prof. Merendoni .
L’idea è quella di allargare gli orizzonti del combattimento storico, alla scherma dei secoli XVI e XVII. Ed è proprio grazie alla cornice del gruppo storico di Palmanova che il progetto ha inizio; soltanto nel 1996 che la compagnia d’Armi Màlleus avrà il suo primo sviluppo embrionale.
Nel 1996, il primigenio gruppo del Malleus inizia, sempre sotto la guida del maestro d’armi Roberto Battilana, ad applicarsi nello studio anche della scherma medioevale attingendo al trattato di scherma del conterraneo Fiore de Liberi.
Il nome Màlleus (in latino mazza da guerra) arriva soltanto nel 1998 quando il gruppo di combattimento decide di costituirsi in associazione culturale e darsi uno statuto a nome Compagnia d’Armi Màlleus. Alla nuova veste legale si associa un mutamento di orizzonti storici; ci si accosta ad un tardo medioevo - primo rinascimento: l’ultimo quarto del XV secolo in terra veneziana.
Fiore de Liberi viene abbandonato, per trarre insegnamenti da Filippo Vadi, che diventa fonte di ispirazione per una scherma storica di forma nuova, meno “archeologica” e più consona a quello che doveva essere lo spirito che animava una sala d’armi della fine del ‘400. In sostanza una tecnica di combattimento arricchita sia dalla tradizione italiana, che da quella tedesca, assai presente nel Friuli dell’epoca, cercando di raggiungere uno stile personale basato sull’adattamento e la fluidità. Rievocando qualcosa di più complesso e più vasto del solo duello, il gruppo necessitava di un contorno ideale completo; suddivisi in vari gruppi di studio i membri della Compagnia anno cercato di ricostruire l’ambiente in campagna militare di un piccolo esercito con tutte le se peculiarità. Ora il Màlleus, si presenta con la veste delle fanterie leggere veneto – friulane della fine del XV secolo.
A “condotta” della compagnia vi è un nobile uomo d’arme friulano accompagnato dal suo seguito; mentre come comando in campo delle fanterie, vi è un capitano, patrizio di terra veneziana, che guida fanti armati alla leggera e “scoppietieri”, per la maggior parte provenienti dalle terre della Patria del Friuli e dalle terre “schiamone” e “oltremarine”.
Il campo racchiude, al suo interno tutto quello serve ad una compagnia per la sua sopravvivenza in campagna; dormitori , tende di comando e di corte, area di addestramento, armerie da taglio e da polvere, speziale, erborista e naturalmente cucine, il tutto seguendo usi e mode della patria del Friuli del 1480. E’ stata proprio la cucina la scommessa dell’annata di attività 2004 – 2005; prendendo a piene mani dalle fonti friulane (ad esempio le cronache del Santonino, 1485) sono state ricostruite ricette locali ed il modo di confezionarle, arricchendo il tutto con la sezione musica, ancora in fase sperimentale, ottenendo da ciò ottimi risultati (come il secondo posto al raduno di Quattrocastella 2005).
Analoga passione i componenti della compagnia lo riversano sul primo amore del gruppo: l’inizio del XVII secolo. Non dimentichi della loro origine, i componenti del Malleus continuano a collaborare con il gruppo storico di Palmanova formando un unico solido corpo fin dal 1997.
Ricostruendo le tecniche di duello tra bravacci veneziani, la Compagnia, da valido servizio al più ampio gruppo storico della città (ca. 180 componenti), fornendo le fanterie da “incursione”, che vanno ad arricchire due compagnie di picche, una di moschetti e quattro batterie di artiglieria, il tutto per far rinascere la Palmanova del XVII secolo, nella rievocazione, tappa d’obbligo ormai da tempo per tutti i rievocatori del ‘600; ogni anno la data, che cade alla festa del Redentore (seconda domenica di luglio), raduna molti “soldati” seicenteschi da tutta Italia, per rivivere un grande campo d’armi e ricostruire una battaglia dell’epoca sui bastioni della fortezza.




